Grappa, alcune curiosità sul famoso distillato

Gli amanti del genere non hanno certo bisogno di grandi spiegazioni, ma ci sono delle curiosità sulla grappa che non tutti conoscono, a partire dall’etimologia del nome al fatto che si tratta di un distillato prettamente italiano. Apprezzata in tutto il mondo, sebbene sotto nomi differenti, la grappa è una piacevole compagna per un momento di relax nelle fredde serate invernali.

Grappa origini ed etimologia

La grappa è un distillato che si ottiene dalla vinaccia , ovvero, ciò che rimane dalla torchiatura dell’uva da vino. Le bucce degli acini vengono poste all’interno dell’alambicco, delle caldeie di rame, dentro il quale, mediante il vaporeo, si estrae la parte alcolica che esse contengono.

Grazie alla distillazione non solo si concentra l’alcol delle vinacce, ma vengono estrapolati tutti gli aromi che andranno a caratterizzare il distillato. La grappa di qualità esprime al massimo le caratteristiche di un vitigno rendendolo riconoscibile fin dal primo sorso, ovviamente si parla di intenditori del genere.

Ma quando nasce la grappa? Secondo alcuni studi, sembra che i primi processi di distillazione risalgano al I secolo d. C , ma è verosimile che la distillazione sia databile attorno al XVII secolo. Sono in tanti a pensare che la produzione di grappa segua un binario parallelo a quello della produzione del vino, non certezze in tal senso, ma è certo che il distillato fosse già presente sulle tavole dei Dogi a Venezia.

Per quanto riguarda l’etimologia, anche qui ci sono diverse scuole di pensiero. Alcuni sostengono che il nome derivi dal latino grappolus , che significa grappolo d’uva, altri, di contro, sostengono che derivi da graspa , sostantivo che proviene dal dialetto veneto, o meglio, trevigiano.

Proprio nelle regioni situate a nord dell’Italia quali Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto abbiamo un’eccellente produzione di grappa.

Un distillato al 100% italiano

Il Consiglio europeo del 1989 ha stabilito che la denominazione grappa sia attribuibile solo al distillato prodotto nel nostro paese , escluso il Canton Ticino e San marino. La grappa, di fatto, è un prodotto 100% italiano, fuori dai nostri confini viene chiamata, per esempio, Aguardiente de Orujo in Spagna (che ricorda l’abbardente sarda) e Marc in Francia.

Grappa o acquavite?

Grappa e acquavite non sono la stessa cosa, mettiamo i puntini sulle “i”. I due termini, spesso usati come sinonimi, non indicano lo stesso prodotto. Con il termine grappa, infatti, si tende a sottolineare il distillato 100% made in Italy , acquavite è un termine più generico che sì indica un distillato, ma non ne specifica la materia prima, basti pensare al fatto che il brandy sia un’acquavite di vino e la vodka venga prodotta dalle patate, ovviamente non si tratta della stessa cosa.

Anche le donne amano la grappa

Quando si pensa alla grappa, nell’immaginario collettivo, è facile pensare a un uomo, magari seduto davanti a un caminetto, che legge un libro, fuma un sigaro e sorseggia un bicchiere di ottima grappa. Ebbene, questo distillato non è prettamente maschile! Al contrario, ormai da diverso tempo ha raggiunto anche il pubblico femminile.

Dal 2001 è addirittura nata un’associazione femminile, le “Donne della grappa” che annovera esperte di distillazione, produttrici di grappa e semplici appassionate.

Un trend in crescita

La produzione di grappa, come testimonia anche la vendita di grappa Marzadro , sta attualmente vivendo un momento particolarmente felice, basti pensare che vengono prodotte circa 40 milioni di bottiglie all’anno. Naturalmente si auspica un consumo consapevole, magari in una pausa di piacere con gli amici o per suggellare un momento particolare.

La grappa è prima di tutto un piacere per il palato , da con gli altri o da gustare in tranquillità, da soli, specialmente ora che arriva il freddo.