Bienno, cosa e dove mangiare in uno dei Borghi più Belli d’Italia

Bienno, cosa e dove mangiare in uno dei Borghi più Belli d’Italia

Marzo 21, 2025 Off Di Nivea Mendozza

Tra i tanti luoghi da visitare in Italia non possiamo proprio perdere Bienno, nella Valle Camonica, un comune antico che ha un fascino indescrivibile poiché è possibile ammirare scorci unici, immerso nel verde delle montagne. Anche il suo centro storico merita di certo una visita, ma oltre a questo vogliamo anche parlare di dove mangiare: Il Rugantino è un ristorante con cucina tradizionale camuna a Bienno e aderisce all’iniziativa Gusta la tua terra, in modo tale da provare i sapori tradizionali del luogo.

Cosa vedere a Bienno, tra i Borghi più belli d’Italia

Prima di parlare di cosa mangiare a Bienno e dell’offerta del ristorante Il Rugantino, vogliamo dare una piccola panoramica di questo luogo magico: tra palazzi antichi, chiese affrescate e scorci panoramici mozzafiato, Bienno è un esempio di insediamento romano che oggi cattura l’attenzione delle persone in tutto il mondo. In effetti, venire qui è come fare un tuffo all’indietro nel tempo, perché Bienno è una cartolina del passato che non ha mai perso la sua identità e che non ha mai tradito le sue tradizioni.

Diversi i luoghi da scoprire, tra cui la Casa degli Artisti, il Palazzo Simoni Fè, che oggi è sede della Pinacoteca, o magari il Mulino e Fucina Museo. Non mancano poi tappe per il turismo religioso, come una visita alla Chiesa Parrocchiale dei Santi Faustino e Giovita o il Colle della Maddalena, dove si trova la statua in oro zecchino di Cristo Re.

Naturalmente, oltre alle cose da vedere, Bienno propone un ampio ventaglio di possibilità per arricchire la propria vacanza con trekking in Valle Camonica, che è tra le mete più apprezzate in Italia. In questo modo possiamo visitare sentieri, boschi e campi coltivati, ma non possiamo di certo perderci i prodotti tipici del territorio, di cui parleremo a breve.

Cosa e dove mangiare a Bienno

Il ristorante Il Rugantino a Bienno è la tappa immancabile per chi ha deciso di visitare questo magnifico borgo della Valle Camonica. La loro cucina si ispira proprio alle ricette tradizionali: questo locale ha particolarmente a cuore non solo la tradizione, ma anche la qualità degli ingredienti dei piatti da portare a tavola. Infatti, selezionano solo prodotti freschi e di stagione, che provengono dai fornitori migliori del territorio.

Definito come un vero e proprio tempio dei sapori camuni, a guidare il ristorante troviamo lo chef Daniele Abondio, che con i suoi collaboratori ha scelto di usare solo le materie prime del territorio per realizzare i piatti del ristorante. E che piatti! Perché, dando un’occhiata al menù disponibile sul sito, ci viene subito l’acquolina in bocca. Salta anche all’occhio la possibilità di scegliere tra carne e pesce, ma non mancano piatti come gli hamburger e le pizze per chi desidera pranzare o cenare al volo, per poi tornare ad esplorare il posto.

I loro piatti sono di sapori intensi, proprio come quelli che potremmo mangiare dalle nostre nonne. Ma quali sono questi piatti tipici che fanno tanta gola nel menù? Come anticipato, possiamo scegliere di ordinare piatti di terra o di mare.

Tuttavia, siamo qui per assaggiare i sapori tipici del territorio e allora largo al Nuovo Ceppo, ovvero un tagliere con salumi selezionati e formaggi del territorio, oltre alla giardiniera di loro produzione, che viene servita con gnocchi fritti: il piatto giusto con cui aprire le danze a tavola e da mangiare in compagnia. Ma se fa freddo e c’è il desiderio di assaggiare uno dei grandi classici della Valle Camonica, allora la polenta taragna con i pulcini è il piatto da non perdere.

Tra i primi piatti di terra che incuriosiscono a dir poco troviamo invece i casonsei di nonna Rosaria, ricetta tramandata proprio da lei. Passiamo poi ai Saraceni, che sono invece dei pizzoccheri realizzati con una pasta fatta in casa molto rustica. Ma non mancano i gnocchetti al perùc, ovvero lo spinacino selvatico, o il piatto Valle Camonica, che è un risotto Carnaroli con riduzione di griso, vino del territorio, con aggiunta di tartufo nero e cremoso valligiano.